lutto Gianna Piaz Stampa E-mail
martedě 27 dicembre 2022

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Oggetto: Per Gianna Piaz

Comunichiamo con dolore la scomparsa della nostra socia e past president Gianna Piaz.

Con un ricordo di Benedetta Buccellato.

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Se n’è andata, a quasi cento anni, la nostra amata Gianna Piaz.

Bolognese, attrice di teatro (debuttò con Gassmann nel 1949), di cinema, di televisione e doppiatrice (sua la voce di Katharine Hepburn, per citarne solo una) e grande donna. Appassionata e ironica, impegnata e giocosa, caustica e sentimentale.

Un’interprete che sapeva fondere analisi e pathos, una donna generosa e una militante comunista di quelle doc. Una militanza politica, la sua, che non le impediva di essere innamorata di Sean Connery, come una sedicenne. Aveva, in giro per il suo appartamento alla Balduina, le foto incorniciate del suo Sean, e guai a toccarle il mitico fidanzato.

Ho lavorato con lei ne “I reverendi” di S.Mrozek, regia di Jerzy Sthur, prima mondiale al Teatro Stabile di Genova. Era il 2001 e Gianna, a 77 anni, era irresistibile. Entrava in scena dall’alto, imbracata dai tecnici, planando dalla soffitta e recitando a pieni polmoni la battuta d’entrata.

Credo che le sue ultime partecipazioni teatrali siano state in due spettacoli da me scritti e diretti: Qualcosa di nero, nel 2005, e Qualcosa di rosso, due anni più tardi. Nel primo era Angela Merici, da Montelibretti, che si suicida per consentire visibilità televisiva alla sua protetta Brigida (Valentina Martino Ghiglia). Nel secondo era la nonna di Palli (Jacopo Cullin), anziana comunista con l’energia di una ventenne.

Gianna è stata anche Presidente della nostra ApTI-Associazione per il Teatro Italiano e ha partecipato in prima linea alla battaglia e alle occupazioni in difesa di Villa Piccolomini. Erano gli anni in cui gli attori ancora sapevano e desideravano lottare. Gli anni in cui ancora si aveva lucida coscienza che non stare da una parte o dall’altra della barricata, significava essere la barricata.

Posso salutarti in un unico modo, amata compagna Piaz. Col pugno chiuso e sempre in alto.

Benedetta Buccellato

ApTI Associazione per il Teatro Italiano

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