Notizie dai lavoratori 2026

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Inviato: martedì 12 maggio 2026 12:35
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Oggetto: AMC Comunicato

Da: Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo < >
Inviato: martedì 12 maggio 2026 09:00
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Oggetto: AMC: RESPONSABILITÀ RISPETTO E TUTELA DEL LAVORO

Nella convinzione che i temi affrontati riguardino l’intera filiera del cinema e dell’audiovisivo, vogliamo condividere il testo di questo appello che come consiglio direttivo di AMC abbiamo scritto ed inviato ai nostri soci.

Qui di seguito e in allegato trovate l’appello. 

Il Consiglio Direttivo

L’attuale scenario dell’industria audiovisiva italiana continua ad essere estremamente complesso: alle gravi criticità di natura normativa ed economica si sommano preoccupanti dinamiche comportamentali che pesano sulla quotidianità dei professionisti.

Come membri del consiglio direttivo di AMC continuiamo a ricevere segnalazioni in riferimento alla mancata consegna dei contratti individuali all’inizio del rapporto di lavoro, obbligo spesso disatteso da molte società di produzione; alla presenza di figure chiamate a svolgere una doppia mansione nello stesso progetto (primo assistente /premontatore), senza il corretto riconoscimento del ruolo svolto e senza un adeguato corrispettivo economico; alla forfettizzazione forzata dei compensi, che sposta il naturale rischio d’impresa sul lavoratore; agli straordinari imposti e non retribuiti.

Colpisce che tali problematiche fossero già emerse con chiarezza nel sondaggio che AMC aveva promosso alla fine del 2023 (i risultati sono consultabili qui: https://www.amc- associazione.it/news/65): queste storture impattano sui profili più vulnerabili, sia per fascia anagrafica che per ruolo gerarchico, minando la serenità e la dignità del lavoro, e arrivando in certi casi a generare situazioni tossiche.

In attesa di nuovi e indispensabili strumenti contrattuali efficaci contro tali derive, la nostra Associazione ritiene fondamentale una presa di responsabilità individuale perchè, al di là del dovuto rispetto dei contratti e delle norme, non si può prescindere dall’obiettivo di costruire ambienti lavorativi sani.

Rivolgiamo quindi un invito ai nostri associati perché ciascuno promuova un’etica professionale basata sul rispetto reciproco, riconoscendo ad ogni collaboratore il contributo apportato.
Qualora si renda necessaria una figura che collabori in modo continuativo al premontaggio, il montatore dovrebbe adoperarsi affinché questa venga aggiunta al reparto con un inquadramento adeguato.

Più in generale, invitiamo i capireparto a tutelare i propri collaboratori nel rapporto con le società di produzione, facendo riferimento anche al nostro codice di condotta associativo (consultabile al seguente link: https://www.amc-associazione.it/codice-di-condotta)

In ragione del determinante ruolo occupato nella filiera lavorativa, chiediamo alle società di produzione di garantire il rispetto dei professionisti, prima di tutto attraverso l’applicazione delle norme del Contratto Collettivo Nazionale.
Lamentiamo una diffusa carenza di pratiche di buona organizzazione del lavoro: tempi di post-produzione troppo compressi si ripercuotono sui lavoratori in termini di stress e pregiudicano la qualità del risultato.

Ai coordinatori di post-produzione, figure chiave nella gestione dei flussi e dei tempi, chiediamo di farsi promotori di una programmazione realistica, agendo da filtro consapevole contro pressioni irragionevoli che condizionano negativamente i processi tecnici e creativi.

La sostenibilità del nostro settore non si misura solo in termini finanziari, ma prima di tutto attraverso la tutela del benessere delle lavoratrici e dei lavoratori che ne costituiscono il cuore pulsante.

Certi di un impegno comune,

Il consiglio direttivo di AMC 


Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo

sito web: www.amc-associazione.it

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Inviato: domenica 10 maggio 2026 12:29
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Oggetto: Rflessione

Da: Emanuela Farci <
Inviato: domenica 10 maggio 2026 03:55
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Oggetto: Piccola riflessione.

Nonostante il cinema , lo spettacolo e tutto ciò che concerne vada avanti a singhiozzi,  con piccoli sforzi.. vorrei porre la mia piccola riflessione sull' Italia. Siamo massacrati di accise , di tasse e su questioni che nemmeno concernono l' ambito della cultura.  Da una parte qualcuno potrebbe dire,  ...si i finanziamenti per la cultura ed il cinema sono stati erogati. E mi sta bene, ma poi Il finanziamenti per la guerre future, e altri tagli, non vanno bene assolutamente.  Il governo di per sé deve capire che c'è sempre una trattativa per la pace e dove non c'è, ci sono delle joint - inventur con gli stati . Tuttavia ci troviamo a causa di questa maledetta guerra, senza petrolio, senza risorse e a spendere soldi inutili per una questione assurda che non porterà benefici a nessuno. C'è la società Leonardo che potrebbe , se volesse creare a tutti i fa bisogno tecnologici a livello civile , a livello super tecnologico, .. dato che ci lavorano i migliori ingegneri, e che potrebbe essere il primato al mondo per ingegneria, .. ed invece fanno delle stupide bombe che costano un sacco di soldi e non risolvono il problema... per tutto questo si fa un casino, e si fanno  anche un sacco di morti...  Io mi rifiuto che il governo faccia tagli per questo schifo, di cui ci sono  anche i miei soldi e che facciano tagli  alla cultura e alla sanità.  Ma visto che i soldi sono anche i miei e anche i vostri.  Vogliamo decisamente dire no. E anche proibire di dare finanziamenti, alle politiche pro guerra , per tutte e  trovare un accordo.  Tanto non c'è più di tanto petrolio, .. hanno già bombardato tutto.. non c'è nulla da perdere ... è solo una follia .. Se volete fate voi,  a seconda delle vostre competenze.. ma per me .. che Dio ci aiuti!!! Un caro saluto a tutti. 

Farci Emanuela.  

P.s. Vorrei dire decisamente che non è una questione politica, ma è come vengono gestiti i miei soldi, e se mi incazzo è come incazzarsi con l' amministratore di condominio,..  ed ecco,  per me questo governo è come l' amministratore di condominio che non mi piace. Non mi importa di essere antipatica  e anzi scrivo un ricchissimo che non me ne frega niente... è importante sempre difendere i propri diritti e quelli degli esseri umani.  Un abbraccio a tutti e speriamo sempre che vada bene e che ci siano momenti migliori.  Un abbraccio.  

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Inviato: domenica 10 maggio 2026 17:19
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Oggetto: Re: Riflessione

Verrà postato in coda al messaggio RIFLESSIONE  K

Da: Patrizia Roletti <
Inviato: domenica 10 maggio 2026 15:56
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Oggetto: Fwd: Rflessione

Concordo in tutto e siamo già in due chissà che non trovino coraggio il resto dei migliaia!

Patrizia Roletti

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Inviato: martedì 12 maggio 2026 12:35
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Oggetto: Re Riflessione

In coda K

Da: Claude < >
Inviato: martedì 12 maggio 2026 09:39
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Oggetto: Fwd: Rflessione


Begin forwarded message:

Firmate per la neutralità dell'italia - così le guerre non ci interesseranno più, fate qualcosa di utile per voi stessi e per i vostri figli e nipoti. Firmate per la neutralità dell'italia.

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Inviato: giovedì 14 maggio 2026 10:43
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Oggetto: Altra per Riflessione

In coda a Riflessioni K

Da: Emanuela Farci <e >
Inviato: mercoledì 13 maggio 2026 23:22
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Oggetto: Re: Riflessione

Grazie Patrizia e grazie mille Clode dell'  informazione Italia Neutrale per la firma riguardo un possibile referendum. 

Cari saluti! 

Emanuela Farci.

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Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 11:41
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Oggetto: Tax credit: lotte intestine controproducenti

Da: Franco Ragusa <
Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 10:15
A: Kometarossa <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Oggetto:  Tax credit: lotte intestine controproducenti

Come spesso avviene quando ci sono dei tagli, l'attenzione di chi li subisce non si concentra sui tagli, bensì sul come le risorse residue vengano distribuite o redistribuite: perché più a te e meno a me?

Di questi giorni la polemica sull'aumento dei fondi a favore delle produzioni estere.

A fronte di un taglio intorno ai 90 milioni di euro, la quota destinata alle produzioni estere è più che raddoppiata; che, in termini di aumento percentuale, non è poca cosa.

Guardare agli aumenti percentuali della singola voce, però, senza inquadrarli a quanto effettivamente incidono rispetto al totale, ha poco senso.

Il tax credit destinato alle produzioni estere non supera il 25% delle risorse totali. Senza il taglio dei 90 milioni di euro all'intero comparto, sarebbe intorno al 20%.

Facendo i conti del contadino, è evidente che non sono questi i numeri che stanno affossando la produzione nazionale, in particolar modo per i prodotti culturalmente difficili che, a causa di regole senza senso, fanno fatica ad accedere ai fondi pubblici. Problemi sui quali è bene ritornare successivamente.

Ovvia, in ogni caso, l'obiezione: se ci sono dei tagli, questi vanno redistribuiti secondo una logica lineare se non, anche, sostenendo le produzioni minori.

Tutto giusto, a prima vista, ma, per l'appunto, l'attenzione si è spostata dal taglio di 90 milioni (che sono anche di più a netto dell'inflazione) al come litigare sul come dividere quanto rimasto.

Una pacchia per chi si ritrova di fronte ad un comparto che si divide anziché compattarsi!

Un comparto che ha assoluto bisogno delle produzioni straniere per rimanere in vita sotto il profilo degli investimenti e la formazione delle maestranze; ma che ha altresì una mission fondamentale per la tenuta culturale del paese.

Due necessità che dovrebbero camminare di pari passo anziché dividersi.

Piaccia o no, la produzione nazionale può contare su un'infrastruttura evoluta e maestranze altamente formate solo grazie alle risorse che arrivano dalle produzioni estere.

Parlo per il mio settore, gli effetti speciali scenici (ma lo stesso riguarda anche gli altri reparti).

Se alle produzioni italiane è sufficiente alzare il telefono per poter contare su fornitori con attrezzature all'avanguardia e tecnici di alto livello, è solo grazie agli investimenti che sono stati resi possibili per rispondere alle richieste delle produzioni straniere; così come anche le maestranze, che se fosse dipeso dalle produzioni italiane (questo lo fa l'attrezzista, questo l'elettricista, quest'altro il macchinista libero), oggi ci sarebbe il deserto.

E purtroppo, nonostante le boccate d'ossigeno delle produzioni estere, il ricambio generazionale per gli effetti speciali scenici è ben sotto i livelli fisiologici di rinnovamento.

Un fenomeno non dovuto ad un calo di lavoro a fronte degli interventi digitali.

Anzi, è vero il contrario: per rispondere alle richieste, causa anche per il mancato ringiovanimento, il settore è spesso costretto a non poter seguire i prodotti minori.

Ancora ricordo gli allarmi lanciati alle riunioni all'Anica: "Con la vostra visione industriale "giorno per giorno", in futuro vi ritroverete a dover pagare a peso d'oro pensionati in carrozzella dei quali non potrete fare a meno."

Poi sì, c'è anche la possibilità di fare a meno degli effetti speciali scenici italiani e rivolgersi altrove, cosa che peraltro qualcuno fa, non contento dei danni già accumulati.

Ma con un sistema simile, ritorniamo alla questione vera, non c'è spazio di manovra per chi si trova al di sotto di una certa linea di produzione.

Ben vengano, quindi, per le produzioni italiane, i prodotti esteri che, sino ad oggi, hanno consentito di formare nuove maestranze, nonché gli investimenti necessari per rispondere a richieste di infrastrutture sempre più esigenti.

E ripeto, questo è un discorso generale che riguarda anche gli altri reparti.

Tornando, infine,  alle produzioni italiane e alle vie di accesso per i finanziamenti pubblici, in particolare per i prodotti "difficili", qui si deve avere la forza di rivendicare l'assurdità di un sistema di paletti che guarda più al risultato commerciale che all'effettivo valore culturale delle opere, inteso anche come contributo alla formazione delle competenze.
Su tutti, l'imposizione della distribuzione minima nelle sale.

Il valore culturale di un'opera non può dipendere da logiche di mercato su cosa è più profittevole far arrivare in sala.

Secondo questa logica, tette e culi (scusate la caduta di stile) fanno fare più soldi. Per cui anche basta con le logiche che vorrebbero ulteriormente legare i finanziamenti al risultato del botteghino

"Divide et impera" ... No, Grazie!

Franco Ragusa

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Da: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
Inviato: martedì 5 maggio 2026 13:51
A: Mailinglist Kometa <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
Oggetto: Com Stampa Associazione Nazionale Autori Cinematografici

Da: Associazione Nazionale Autori Cinematografici <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.> Per conto di Associazione Nazionale Autori Cinematografici
Inviato: martedì 5 maggio 2026 13:05
A: Kometa Rossa <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Oggetto: COMUNICATO COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI AUTORI E AUTRICI

                                                                              COMUNICATO STAMPA

David di Donatello 2026: il Presidente Mattarella accoglie ufficialmente l'appello unanime del cinema italiano per la stabilità del settore e la dignità di tutti i lavoratori e le lavoratrici che ne fanno parte

David di Donatello 2026: il Presidente Mattarella accoglie ufficialmente l'appello unanime del cinema italiano per la stabilità del settore e la dignità di tutti i lavoratori e le lavoratrici che ne fanno parte

ROMA, 5 maggio 2026 – Durante la cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello 2026, tenutasi presso il Palazzo del Quirinale, Piera Detassis – Presidente e Direttrice Artistica della Fondazione Accademia del Cinema Italiano – ha letto in diretta su Rai Uno l’estratto di una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, firmata da tutte le associazioni di categoria del settore cinema e audiovisivo - che rappresentano complessivamente oltre 120.000 lavoratori e lavoratrici.

«I governi si alternano, il cinema resta. Ha un respiro più lungo, una memoria più profonda. - si afferma nel passaggio citato - Per questo chiediamo ancora una volta, e con una voce sola, che il confronto con le istituzioni sia reale, aperto e costruttivo. Un confronto che eviti che ogni segnale di allarme si trasformi in uno scontro ideologico, e si concentri sul trovare insieme al più presto regole condivise per garantire la stabilità e l’equilibrio dei sostegni pubblici al settore, e soprattutto la dignità di tutti i lavoratori e le lavoratrici che ne fanno parte. Perché non c’è Italia senza Cinema.»

Nel discordo ufficiale che ha chiuso la cerimonia, Sergio Mattarella ha dichiarato: «Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro. Abbiamo poc'anzi ascoltato la Presidente Detassis. A questo riguardo ho ricevuto a letto anch'io con vero interesse un documento delle associazioni del settore cinema e audiovisivo. Sono certo, anche avendo ascoltato le parole del Ministro Giuli, che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze».

Ecco a seguire il testo completo della Lettera al Presidente della Repubblica. In calce, l’elenco completo delle associazioni di categoria del settore cinema e audiovisivo che hanno aderito.

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
In occasione della cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello 2026
 
Il cinema è un linguaggio universale, una lingua comune che, nel caso italiano, ha contribuito a diffondere nel mondo la nostra identità, la nostra cultura, il nostro immaginario. Oggi, nell’epoca della distribuzione globale, dello streaming e dell’intelligenza artificiale, il suo ruolo è ancora più prezioso.

Noi che ogni anno partecipiamo a questa straordinaria festa dei David di Donatello, abbiamo una responsabilità importante. Quella di ricordare a tutti che i professionisti e le professioniste in questa sala sono solo la parte più visibile di una realtà articolata.
Migliaia di sceneggiatori, sceneggiatrici, registe, registi, compositori, compositrici, adattatori, adattatrici, attori, attrici, artisti dell’animazione e degli effetti speciali, tecnici, maestranze, esercenti cinematografici, operatori e organizzatori di manifestazioni cinematografiche.
Lavoratori e lavoratrici autonomi e discontinui che ancora oggi combattono per vedersi riconosciuti diritti che dovrebbero essere di tutti: disoccupazione, congedo parentale, malattia, pensione. Professionisti e professioniste senza tutele, senza contratti aggiornati, senza certezze.
Come senza certezze si trovano ad operare i nostri produttori e produttrici, confrontandosi con l’instabilità delle risorse, e normative sempre in evoluzione.

I governi si alternano, il cinema resta.
Ha un respiro più lungo, una memoria più profonda.
Per le istituzioni, il cinema è uno dei tanti ambiti di intervento; per noi è la nostra vita, il nostro lavoro, la nostra ragione di esistere.
Ma cinema, animazione e documentario sono soprattutto un bene comune della Nazione, fatto di opere che contribuiscono in maniera essenziale alla costruzione del nostro immaginario collettivo, rispondendo ad un altro diritto fondamentale: quello degli spettatori a fruire di una narrazione del Paese, e del mondo, tanto più realistica quanto più plurale, diversificata, e libera.

Per questo chiediamo ancora una volta, e con una voce sola, che il confronto con le istituzioni sia reale, aperto e costruttivo.
Un confronto che eviti che ogni segnale di allarme si trasformi in uno scontro ideologico, e si concentri sul trovare insieme al più presto regole condivise per garantire la stabilità e l’equilibrio dei sostegni pubblici al settore, e soprattutto la dignità di tutti i lavoratori e lavoratrici che ne fanno parte.
Un settore più equo, più ascoltato, più sostenuto, che abbia al centro l'aspetto creativo e non solo quello finanziario. Perché il cinema non sia solo industria, non sia solo intrattenimento, ma sia memoria, identità, futuro.
A nome di tutto il Cinema italiano rivolgiamo questo appello a lei, Signor Presidente, che non ha mai mancato di sottolineare la centralità della Cultura nello sviluppo civile e democratico del Paese, e alla Politica per ricordare che prendersi cura di questo settore significa prendersi cura del Paese.
Perché non c’è Italia senza Cinema.
 
Coordinamento Autori e Autrici:  100autori Associazione della autorialità cine-audiovisiva / ACMF Associazione Compositori Musica per Film / AIDAC Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi / AIR3 Associazione Italiana Registi / ANAC Associazione Nazionale Autori Cinematografici / WGI Writers Guild Italia.
APIC Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio
Cartoon Italia Associazione Nazionale Produttori d'Animazione
DOC/it Associazione Documentaristi Italiani
Unione Produttori ANICA Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali
AGIS Associazione Generale Italiana dello Spettacolo
ACEC Associazione Cattolica Esercenti Cinema
ANEC Associazione Nazionale Esercenti Cinema
FICE Federazione Italiana Cinema d'Essai
AFIC Associazione Festival Italiani di Cinema
SLC CGIL Sindacato lavoratori della comunicazione
FISTEL CISL Federazione Sindacale Informazione, Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
Artisti 7607
RAAI Registro Attrici Attori Italiani
AIC Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica
ASC Associazione Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori
AMC Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo
ANTEPAC Associazione Nazionale Truccatori e Parrucchieri del Cineaudiovisivo
ASIFA Italia Association Internationale du Film d'Animation Italia
AVFX Associazione Effetti Visivi
UICD Unione Italiana Casting Directors
LARA Libera Associazione Rappresentanti di Artisti
ASA Agenti Spettacolo Associati
ACS Associazione Creatori di Suoni
ACT Associazione Cinematografica Trentina
AFS Autori della Fotografia di Scena
AIARSE Associazione Italiana Aiuto Registi Segretarie di Edizione
AITR Associazione Italiana Tecniche e Tecnici di Ripresa
APAI Associazione del Personale di Produzione Audiovisivo Italiano
APMAL Associazione Professionisti e Maestranze dell’Audiovisivo in Lombardia
AS.N.A.C Associazione Nazionale Amministratori Cinetelevisivi
Autori di Immagini
Emic2004 Associazione Nazionale Elettricisti e Macchinisti del Settore Cineaudiovisivo
WiFT&M Italia Women in Film, Television & Media Italia

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Da: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 11:41
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Oggetto: R: Assemblea e comunicato unitario

Da: alessandro ramadori <a

Inviato: martedì 14 aprile 2026 19:54
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Oggetto: Assemblea e comunicato unitario

Assemblea e comunicato unitario

Forse l’11 mattina ho partecipato ad un altra assemblea. Io come un “elevato” numero di lavoratori, circa 50 in presenza e 60 da remoto, per un totale di 110 persone totali abbiamo assistito a tutt’altro. 

Alessandro Ramadori

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Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 12:21
A: Mailinglist Kometa <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
Oggetto: Rinnovo CCNL Troupes - Riflessioni di un lavoratore

Verrà esposta in coda a R: Assemblea e comunicato unitario, come eventuali altre K

Da: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 12:11
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Oggetto: I: Rinnovo CCNL Troupes - Riflessioni di un lavoratore

Da: Paolo Grossi <
Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 12:02
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Oggetto: Rinnovo CCNL Troupes - Riflessioni di un lavoratore

Buongiorno,

mi presento, sono Paolo Grossi, assistente operatore. Ero presente all’assemblea di sabato scorso al Nuovo Cinema Aquila.

Avrei voluto intervenire, ma per ragioni di tempo e per il numero dei contributi non ne ho avuto modo. Vi scrivo quindi per condividere alcune riflessioni, che spero possano essere accolte come contributo utile.

Anzitutto mi unisco alle perplessità espresse da altri colleghi rispetto a una certa carenza di comunicazione. Lo scorso anno, per impegni di lavoro, non ho potuto partecipare alle call in cui veniva illustrata la piattaforma alle associazioni e successivamente non ho avuto modo di consultare una bozza del testo.

Vi riporto quindi alcuni punti su cui credo sia necessario riflettere.

ORARIO DI LAVORO:

Sabato è stato ribadito che la proposta sul tavolo prevede un orario massimo individuale di 11 ore e che nessun lavoratore, straordinari inclusi, dovrebbe superarlo. In linea teorica questo principio sarebbe condivisibile.

Il problema, però, è ciò che accade concretamente sul set. I reparti più deboli e ricattabili, come da voi definiti nella mail successiva all’assemblea, già oggi subiscono il mancato riconoscimento di diritti che il contratto del 1999 prevede già nero su bianco. Non siamo quindi davanti a un vuoto normativo, ma a norme spesso ignorate nei fatti. Per questo faccio fatica a vedere in che modo lo spostamento della soglia possa costituire di per sé una garanzia reale, in assenza di un sistema di controllo efficace.

C’è poi un secondo aspetto. Lasciare che il limite sia individuale e non collettivo, a mio avviso, apre un problema ulteriore. Oggi, quando l’intera troupe entra costantemente in straordinario, capita che i reparti meno deboli riescano a porre un freno. Mi è successo personalmente, nell’ultima lavorazione, di forzare il fine giornata dopo diversi giorni consecutivi oltre i limiti consentiti.

Se invece l’orario di ripresa rientrasse formalmente nelle 11 ore, ma arrivasse sempre a ridosso di quel limite, resterebbero esposti soprattutto i lavoratori che poi devono smontare, struccare, chiudere il campo base o accompagnare gli attori. In quel caso a uscire dal limite sarebbero in pochi, senza la massa critica necessaria per opporsi. Ed è proprio lì che il problema rischia di diventare ancora più invisibile.

Oggi lo vediamo succedere ad esempio con l’orario sperimentale di 8 ore, che sulla carta non consente straordinari e che invece, nella pratica, viene molto spesso disatteso specialmente per i reparti "più deboli". Lo stesso discorso si può fare per le norme riguardo pause e riposi, già previsti dal contratto vigente ma troppo spesso non rispettati.

CERTIFICAZIONE ORARIA:​

Sabato avete detto che la parte datoriale si dichiara ostile all’utilizzo di strumenti informatici per la certificazione oraria. Sono state proposte alternative concrete?

Personalmente ritengo che, nel 2026, qualunque soluzione diversa da una certificazione affidabile e non manipolabile sia difficile da accettare. Mi auguro che su questo il vostro orientamento sia netto, oppure che esistano ipotesi altrettanto solide che in questo momento non sto considerando.

MINIMI DI TROUPE:​

Questo tema in assemblea non è stato affrontato, ma spero sia centrale nella discussione. Le produzioni stanno riducendo in modo continuo il numero delle figure nei reparti.

Ho appena lavorato a una produzione in cui il reparto regia, aiuto e assistenti, era composto complessivamente da tre persone, su un film horror con quattro o cinque attori quasi sempre in scena, tempi importanti di trucco ed effetti speciali e quindi una gestione organizzativa molto complessa. Da esterno, la sensazione era evidente: erano pesantemente sotto organico. E, a mio avviso, questo ha contribuito in modo decisivo ai ritardi che hanno poi portato a giornate di 13 ore consecutive tra precall e fine lavorazione.

POST PRODUZIONE:​

Fatico a capire come una fase di lavoro che segue logiche così diverse da quelle del set possa rientrare nello stesso impianto contrattuale, salvo che non siano previste sezioni specifiche e dedicate.

L’orario del set è scandito da un ordine del giorno e da una dinamica produttiva molto particolare, mentre la post produzione si svolge in un contesto completamente diverso. Per questo mi riesce difficile immaginare un unico contratto realmente adatto a entrambe le realtà, se non costruito con articolazioni molto precise.

CONSIDERAZIONI FINALI:

Apprezzo sinceramente l’apertura ad accogliere in delegazione membri delle troupe che desiderino partecipare, e ho grande stima per i colleghi che se ne stanno occupando. Stanno facendo un lavoro importante e faticoso.

Proprio per questo, però, vi chiederei di non trattare con sufficienza i lavoratori che esprimono osservazioni o dissenso senza entrare direttamente nella delegazione. Tutti loro fanno un mestiere che, quando viene svolto pienamente, assorbe quasi tutto: tempo, energie, vita personale, relazioni, quotidianità. È anche un mestiere bellissimo, e io per primo lo amo profondamente, ma resta un lavoro che costringe a scelte molto forti e totalizzanti.

Per questo trovo ingiusto aspettarsi che tutti possano sottrarre altro tempo extra lavorativo a una partecipazione continuativa, e al tempo stesso considerare meno legittima la loro voce. Chi non siede ai tavoli non per questo capisce meno ciò che accade sul lavoro, né perde il diritto di esprimersi, anche criticamente.

Il dispiacere e l’amarezza che oggi emergono in molti, secondo me, nascono proprio da questa distanza percepita tra ciò che accade concretamente nelle lavorazioni e ciò che viene restituito nel confronto.

Spero che queste osservazioni vengano accolte per quello che intendono essere, cioè uno spunto di riflessione serio e in buona fede.

Vi ringrazio per l’attenzione e vi porgo un caro saluto,

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Paolo Grossi

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Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 22:26
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Oggetto: altre 2 x CCNL

Sempre in coda K

Da: Sacha Rossi <
Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 17:50
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Oggetto: Non capisco

“Il contratto delle Troupes rinnovato fa paura a chi non vuole e non è in grado di cambiare niente, ed adotta una vera strategia politica della divisione, della delazione e dell'insulto.

    Urlare molto, per non cambiare niente.”

Mi sembra una strana frase se detta da chi negli ultimi 27 anni non ha cambiato nulla.. 

Mi chiedo quindi se il vero interesse è il rinnovo o la sigla firmataria del rinnovo, perché in tal caso la qualità del rinnovo potrebbe venire meno.

Usare chi lavora come strumento per interessi credo sia una dei punti più bassi mai toccati in questi 27 anni!

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Da: laura vannoli <
Inviato: mercoledì 15 aprile 2026 18:27
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Oggetto: Re: Rinnovo CCNL Troupes - Riflessioni di un lavoratore

Buonasera a tutti.

Sono d accordo con Paolo. 

Noi lavoratori e maestranze siamo la prova concreta di ciò che accade su un set realmente, e da chi vive quotidianamente la realtà del set, avverto l'urgenza di segnalare anche dinamiche che, se ignorate, rischiano di rendere il nuovo contratto del tutto inefficace.

In particolare, desidero porre l'attenzione su tre criticità strutturali:

  • Dumping salariale e "accordi interni": assistiamo a una crescente precarizzazione dove maestranze esperte vengono ricattate con paghe minime ingiustificabili. È prassi comune che alcuni capireparto garantiscano alle produzioni budget totali "stracciati" in cambio di continuità annuale per la propria squadra, a discapito della dignità economica di tutti gli altri lavoratori.
  • Gestione dei reparti e tutela del territorio:la creazione di "clan" chiusi, che si spostano tra diverse regioni senza permettere l'impiego delle maestranze locali, satura il mercato e impedisce uno sviluppo equo e trasparente del lavoro sul territorio.
  • Mancanza di competenze specifiche ai tavoli:emerge con forza il paradosso per cui chi è chiamato a definire le voci contrattuali non ha mai messo piede su un set. Questo genera un metodo di lavoro arruffato e privo di controlli specifici, che mina la credibilità del sistema stesso.

Perché il nuovo CCNL sia realmente utile, è necessario che chi lo scrive si confronti con la realtà dei fatti e preveda meccanismi di controllo rigorosi contro gli accordi al ribasso. Resto a disposizione per un confronto diretto e tecnico, basato sull'esperienza sul campo.

Cordiali saluti,

Laura Vannoli 

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Inviato: venerdì 17 aprile 2026 10:28
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Oggetto: Re: Assemblea rinnovo ccnl troupes 11 aprile

Sempre in coda K

Da: Stefano Palombi <
Inviato: venerdì 17 aprile 2026 01:04
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Oggetto: Re: Assemblea rinnovo ccnl troupes 11 aprile

“Assemblea del 11/04/26 e comunicato segreteria Slc Cgil”

È curioso come la Slc Cgil parli, in questo comunicato, di un’affluenza “ampia”. Sabato 11 aprile è stata la stessa sigla sindacale a mettere l’accento proprio sulla scarsa partecipazione dei lavoratori all’assemblea, imputandola al disinteresse di questi ultimi nei confronti del CCNL. Addirittura è stato detto che lavoratori e produttori hanno interesse comune a rimanere nell’irregolarità del contratto scaduto.

Un’assemblea convocata senza un ordine del giorno e senza un moderatore. Un incontro in cui le sigle sindacali si sono ritagliate gli ultimi cinque minuti per rispondere alle domande (quelle precise e concrete) dei lavoratori presenti in sala e da remoto. Con il comunicato della Segreteria Nazionale si è persa un’altra occasione: dare risposte esaustive a tutte quelle domande rimaste totalmente inevase sabato scorso.

Per di più, vengono mosse pesanti accuse nei confronti di parte della platea. Accuse infamanti di “squadrismo” e “sessismo” che vanno supportate da riscontri e prove concrete.  Si rendesse pubblica la registrazione dell’assemblea, affinché si possa valutare la fondatezza di tali accuse. Altrimenti, rimangono evidenti e gratuite diffamazioni, perseguibili a norma di legge.

Credo che i presenti sabato scorso abbiano la coscienza e gli strumenti per valutare: la Slc Cgil sta palesemente strumentalizzando il dissenso civile espresso dai lavoratori. Le stesse sigle che dovrebbero difenderci rispondono a critiche, dubbi e domande legittime  con un comunicato in cui si accusa (diffama) la platea, invece di dare risposte a chi le aspetta da tanto, troppo tempo.

Durante l’assemblea i sindacati confederali si sono definiti i “finalizzatori” del dissenso, i “numeri 9” che raccolgono gli assist dei movimenti dei lavoratori e fanno gol. Beh, in qualsiasi squadra di calcio, se l’attaccante non segna per 27 anni, forse è il caso di mettersi sul mercato di riparazione. E cercarne uno nuovo.

p.s.

Qualcuno può spiegarmi cosa si intende per “Stato di agitazione”? Cosa dovrebbero fare nel pratico i lavoratori? Rifiutare di fare gli straordinari? I pre-call? Rifiutare le 8h continuate o le 12h dei set americani? Cosa si intende nel pratico? Grazie a chiunque voglia rispondermi

Stefano Palombi

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Per far pervenire a tutti i colleghi inviare esclusivamente a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la casella di posta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. è disabilitata