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Inviato: lunedì 30 giugno 2025 19:47
A: Mailinglist Kometa <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Oggetto: E' solo dignità
Da: savio wurzburger
Data: 30 giugno 2025 alle ore 14:03:25
A: Mailinglist Kometa <
Oggetto: è solo dignità
Alla cortese attenzione di Kometa,
Scrivo questa lettera per condividere la mia esperienza e riflettere su un valore che considero fondamentale: la dignità, unita all'onestà.
Credo fermamente che questi principi siano l'unica vera guida per andare avanti, in un mondo in cui, pur di lavorare, si rischia di scendere a compromessi inaccettabili.
Mi chiamo Savio Wurzburger e da 18 anni lavoro nel settore della produzione cinematografica. Nel corso della mia carriera, mi sono sempre distinto per la mia professionalità, disponibilità e dedizione.
Oggi, però, sento il bisogno di far sentire la mia voce, di raccontare una vicenda che ha macchiato la mia reputazione e mi ha ingiustamente etichettato come una persona "da non chiamare".
Qualcuno ha saputo manipolare la verità, dipingendo a proprio piacimento la storia di un lavoratore che ha semplicemente rivendicato i propri diritti.
La vicenda risale a due anni fa, durante le riprese di un film di un noto Regista girato a Napoli. Ci fu proposto un contratto con un orario settimanale ridotto, ma con la promessa di pagare tutte le ore extra, i notturni e i "golden". In un solo mese, accumulai oltre 60 ore di straordinario, con turni massacranti che per tre volte a settimana andavano dalle 3 del mattino fino alle 19.
Quando chiedemmo il pagamento degli straordinari, che non arrivavano mai, la risposta del direttore fu minacciosa: ci avrebbe licenziati tutti.
Delle 15 persone che si erano unite per chiedere il dovuto, in 5 decidemmo di non cedere e andammo via, pretendendo quanto avevamo maturato. Non ci fu dato nulla. Fummo costretti a chiedere l'intervento della Cgil, che agì in via ufficiosa, e dopo un po' di tempo finalmente venimmo pagati.
Ma il danno era fatto. Quell'episodio ci ha etichettati come persone "indesiderate" e "che creano problemi". Ancora oggi, questa etichetta mi perseguita e mi viene affibbiata da produzioni che non mi conoscono. Fortunatamente, ci sono anche produzioni virtuose e che sanno chi sono e fortunatamente continuano a chiamarmi.
Il mondo del cinema è un luogo magnifico, ma come ogni ambiente, è popolato anche da persone che, con le loro azioni, fanno del male agli altri, senza rendersi conto che un giorno quel male si ritorcerà contro di loro. Ho scritto questa lettera dell'onestà che mi contraddistingue , anche se sono sicuro che mi porterà altri attacchi, ma l'ho fatto soprattutto per affermare chi sono. E se ho commesso un errore nel difendere ciò che ritenevo giusto, mi scuso, ma la dignità è l'unica cosa che ci resta.
Cordiali saluti,
Savio Wurzburger
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